Guastalla

Guastalla è il principale centro della Bassa reggiana. È situata nella Val Padana, poco distante dalla riva destra del fiume Po, a circa 30 km da Reggio Emilia, Parma e Mantova. A ponente l’abitato è lambito dal torrente Crostolo, che proprio qui sfocia nel Po.
Durante la dinastia dei Gonzaga, Guastalla raggiunse il suo massimo splendore e l’imperatore Ferdinando II d’Asburgo le conferì il titolo di Ducato il 2 luglio 1621.
Guastalla rimane una città che riesce a comunicare allo sguardo del visitatore il proprio fastoso passato. Chi entra nel centro storico coglie subito quanto di rinascimentale ancora resta nel tessuto urbano della città: dai palazzi nobiliari alla residenza dei duchi, dalle chiese alla rete viaria, fino ai residui delle fortificazioni immersi in un’ampia zona di verde.
In virtù della sua storia la città conserva gelosamente le antiche tradizioni e cultura locali, nonché la particolarità del suo dialetto.

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Le origini di Guastalla risalgono al periodo etrusco come ci testimoniano recenti ritrovamenti di vasellame decorato, oggetti in metallo e corredi tombali. Inoltre il territorio conserva tracce di centuriazione romana.
Il toponimo Guastalla, però, sembrerebbe derivare da un presidio longobardo posto nella zona nel VI secolo d.C., per difendere l’attraversamento del fiume Po, ma dobbiamo aspettare l’864 d.C. per trovare citato per la prima volta il nome della città. I documenti storiografici, infatti, ci raccontano il dono che l’imperatore Ludovico II fece alla moglie Angilberga: Guastalla.
Gli anni attorno al 1000 videro Guastalla passare spesso di proprietà, dall’autorità Papale agli Imperatori, dai feudatari ai più potenti Signori dell’epoca. È solo sotto il dominio dei Canossa, che il nucleo abitato sorto attorno alla Chiesa di Pieve, ottenuto il privilegio di “nullius dioecesis” comincia ad assumere importanza per la presenza di ampie zone coltivate su terreno fertile a due passi dal Po, area strategica di passaggio in un punto di guado del fiume. L’importanza è inoltre testimoniata da due concili ospitati nella chiesa della Pieve: il primo nel 1095 con Urbano II e il secondo nel 1106 con Pasquale II.
Nel 1102 la contessa Matilde di Canossa consegnò Guastalla al Monastero di San Sisto di Piacenza. La zona passò poi sotto il controllo dei Cremonesi e successivamente dei Correggesi e infine dei Visconti che la occuparono fino al 1402.
L’avvento dei conti Torelli nel 1406 trasforma la città in uno spazio architettonico organizzato con la presenza del palazzo nobiliare, del castello, delle chiese, della piazza, fino a diventare contea nel 1428. Guastalla diventa così una città rinascimentale.
Questa nuova realtà nata sulla riva destra del Po, in una produttiva zona di pianura, desta l’attenzione di Ferrante Gonzaga, maresciallo di campo dell’Imperatore di Spagna Carlo V, che il 3 ottobre 1539 l’acquista dalla Contessa Ludovica Torelli, ultima erede della famiglia, al prezzo di 22.280 scudi d’oro con l’intento di farne un possedimento degno della sua casata. Il 6 settembre 1541 l’imperatore Carlo V concede formalmente Guastalla al dominio dei Gonzaga, che si dichiara così indipendente dal Ducato di Milano.
Sotto la dinastia dei Gonzaga, Guastalla raggiunge il suo massimo splendore: furono chiamati architetti di grande fama come il Giunti e il Volterra, artisti come il Guercino e i Campi, poeti come il Tasso e il Guarini. Fu istituita la zecca, diretta dall’incisore Gasparo Mola, che produsse moneta fino al 1746.
Nel 1621, sotto il dominio di Ferrante II la città diventa Ducato ed allarga i suoi territori inglobando prima Reggiolo poi, sotto il governo di Cesare II, Dosolo e Luzzara. Da allora assume una certa importanza come capitale del Ducato dei Gonzaga ed è una delle città fortificate più importanti dello scacchiere militare dell’Italia del Nord, fino alla fine del 1600, secolo in cui ha inizio la crisi dinastica del ramo dominante, quello di Mantova e più precisamente con il 1689, quando attaccata dagli spagnoli, fu privata dei suoi elementi di fortificazione come le mura e la rocca.
La città subisce una lenta decadenza politica e militare: ai Gonzaga subentrarono i Borbone di Parma che la posero in un ruolo subalterno fino alla discesa di Napoleone quando nel 1806 ritornò Ducato sovrano e concesso a Paolina Bonaparte e a suo marito il principe Camillo Filippo Ludovico Borghese. Successivamente Napoleone Bonaparte e Maria Luisa d’Asburgo-Lorena la incorporano nuovamente nel Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, di cui è un’exclave fino al 1847, quando il territorio della sua provincia (Comuni di Guastalla, Luzzara e Reggiolo) è annesso brevemente al Ducato di Modena. Seguono lo scioglimento del Ducato modenese e l’annessione al Regno di Sardegna.
Infine il Risorgimento ne fa uno dei Comuni d’Italia.
Nel ‘900 Guastalla passa da una realtà produttiva tipicamente agricola ad una industriale e artigianale pur mantenendo quelle peculiarità di tradizioni legate alla terra come il vino, gli allevamenti e la produzione del Parmigiano Reggiano.
Una città in cui la dimensione consente una qualità della vita particolarmente elevata, grazie agli ampi spazi verdi legati al fiume e al suo nucleo storico rinascimentale.

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