Villa FALUGI (con affreschi del pittore Pietro Ghizzardi)

Description

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L’avventura artistica di Pietro Ghizzardi a Casa Falugi nell’estate del 1969, resa possibile dalla lungimiranza e dall’insofferenza alla communis opinio della sua proprietaria, Fauzia Falugia, rappresenta un unicum della storia dell’arte irregolare europea ed il lascito iconografico del ciclo di affreschi è ad oggi riconosciuto come una delle opere più sorprendenti dell’Art Brut internazionale.
In un continuum che prende forma e si spazializza lungo le pareti dei due piani della villino napoleonico, si traduce nella sua interezza l’immaginario di Pietro Ghizzardi: ritratti di personaggi storici, amici ed amiche, leggende popolari, storie sacre, stelle del cinema ed animali feroci e domestici convivono nell’affresco itinerante del pittore, realizzato con colori autofabbricati (caliggine, mattoni tritati, terra) e rifinito con la romza, l’erba romice, utilizzata come fissativo.
I muri di questa villa sono dunque una sorta di  gigantesco palinsesto iconografico del repertorio espressivo dell’artista, in cui, a compendio delle scene illustrate, numerosi sono gli inserti testuali: Ghizzardi descrive didascalicamente oppure amplia i contenuti dei propri dipinti, ne estende i significati, ne approfondisce, nella sua scrittura sgrammaticata e carica di espressività, le ragioni celate alle sguardo.
Nel 1985 la rivista FMR dedicò un ampio reportage a quella che Zavattini definì “la Cappella Sistina” della Bassa. In precedenza, nel 1978, su Vogue Italia apparve un esteso servizio su Casa Falugi, a cura di Gustavo Marchesi.

L’ANIMA DUPLICE DI VILLA FALUGI
Villa Falugi fu costruita a metà del XVIII secolo in prossimità del centro di Boretto. Ampliata nel 1818, non ha più subito trasformazioni di rilievo. La famiglia Falugi la acquista nel 1913 dal medico Vercellana e vi si stabilisce, abitandola con continuità sino al 2005. Si tratta di un edificio semplice, a pianta rettangolare, organizzato su due piani e un sottotetto. Nessun elemento decorativo si sovrappone alle strutture portanti sobrie e massicce di una casa borghese piuttosto comune. Eppure chi vi entra rimane colpito dall’atmosfera unica e difficilmente descrivibile che la caratterizza. Il motivo è facilmente individuabile nella presenza dei dipinti murali di Pietro Ghizzardi, la cui potenza espressiva è innegabile. Tuttavia il segreto di questa vecchia dimora, la formula da cui si genera la fascinazione che i visitatori ne ricevono, non si esaurisce nell’intervento pittorico di Ghizzardi: è il frutto di un fenomeno più complesso di cui le opere del pittore borettese sono una componente essenziale. Se le stesse opere si trovassero in una cascina disseminata di mobili poveri e consunti il risultato non sarebbe il medesimo. Villa Falugi è interamente arredata con mobilio impero di alto livello qualitativo. L’eleganza aristocratica di due grandi dormeuses a barca, di alcuni cassettoni e comodini fabbricati in Italia settentrionale nei primi vent’anni del XIX secolo si sposa alla perfezione col carattere severo dei vani del piano terra, ma stride, contrasta violentemente con l’ingenua brutalità dei dipinti alle pareti. Nella dialettica irrisolta e irrisolvibile fra la connotazione colta e alto-borghese che la famiglia Falugi ha trasmesso alla propria dimora e il potente sentore di “selvatico” che i dipinti di Ghizzardi emanano risiede la misteriosa fascinazione tipica di questo luogo. Qui si scontrano, generando una costante e inesauribile fibrillazione, il razionalismo austero del mobilio napoleonico, espressione di un contesto sociale dai gusti raffinati, e l’essudato formale dell’ingombrante subconscio di uno dei più significativi rappresentanti dell’Art Brut italiano. La definizione “Art Brut”, coniata da Jean Dubuffet nel 1945, evoca una produzione artistica in cui ogni aspetto del processo creativo ha origine nel profondo dell’artista stesso il quale, essendo del tutto privo di conoscenze relative all’arte ufficiale di qualsiasi epoca, trae interamente da sé i soggetti e le soluzioni tecniche delle opere. 
A partire dall’estate del 1969 Pietro Ghizzardi, ricevuta l’autorizzazione da Fauzia Falugi, spalanca le porte del proprio universo interiore lasciandone fuoriuscire uno straordinario popolo di creature fantastiche e selvagge, che gli sono cresciute dentro fin dagli anni dell’infanzia e che ora può liberare nel salotto educato e borghese di questa villa, trasformandola in un luogo tanto unico quanto inquietante.

Visitabile previa prenotazione: info chiamando il Comune di Boretto 0522 963728

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