Teatro Comunale “G. Rinaldi”

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Un dipinto del pittore parmigiano Ambrogio Viarana del 1614, ci permette di datare la costruzione del Teatro ai primi anni del Seicento. L’aspetto attuale risale, però, agli anni ’30 dell’Ottocento quando su intervento di Maria Luigia, duchessa di Parma Piacenza e Guastalla, l’edificio fu sottoposto ad un’importante ristrutturazione su progetto dell’ingegnere ducale Luigi Sottili e inaugurato nel 1838.
Il teatro è caratterizzato da una facciata timpanata, di gusto classico, retta da un porticato di quattro colonne.
Il sipario di cui ora si conserva solo il lato sinistro perché danneggiato da un incendio nel 1973, è opera di Giambattista Borghesi che riprende in maniera quasi identica il trionfo di Pallade dipinto sul sipario del Teatro Regio di Parma.
Nell’interno la sala a ferro di cavallo, piuttosto allungata, presenta tre ordini di palchi di cui si distingue al centro il principale solo per una forma appena più pronunciata della balconata. Nonostante le ridotte dimensioni, disponeva in platea di 90 posti a sedere e 45 palchi, che poteva ospitare 6 persone l’uno.
In generale la struttura dell’odierno teatro è rimasta uguale a quella originaria se si eccettua la decorazione del soffitto realizzata intorno al 1930 dal pittore Giuseppe Moscardini. Decorò il soffitto dell’ingresso e gli ambienti attigui con greche, cornici, volute e motivi floreali, e realizzò quattro medaglioni ellittici che raffigurano importanti musicisti dell’Ottocento: Verdi, Rossini, Donizetti ed il musicista locale Giovanni Rinaldi, nonno del celebre compositore Nino Rota.
Durante l’ultima guerra, il teatro fu trasformato in granaio. Intorno agli anni Cinquanta doveva essere abbattuto e poi trasformato in cinematografo ma fortunosamente si è deciso altrimenti e nel 1964 furono fatti alcuni interventi di consolidamento alle strutture portanti quali i muri perimetrali, il tetto e i soffitti. Prima del 1982 il teatro era utilizzato come magazzino comunale e gli atri dell’ingresso come sede di una società ciclistica. Nel 1982 furono apportate opere di risanamento alle strutture, al pavimento ed è stata ridipinta la facciata. Inoltre grazie ai contributi regionali e alla legge sul sisma del 1987, dal 1982 al 1994 sono stati realizzati un buon numero di restauri che hanno reso il teatro parzialmente fruibile.
Oggi sono di nuovo utilizzati il Foyer e il Ridotto come sala conferenze e sala mostre, mentre nel sottopalco è stato ricavato un ambiente che ospita la sede di una scuola di musica e di un complesso bandistico.
Considerato “un piccolo gioiello” e definito uno dei 42 teatri più antichi d’Italia, dal 2004 il recupero dell’edificio è diventato l’obiettivo principale e nel 2007 è stato presentato durante la “giornata di primavera del FAI – Fondo per l’ambiente italiano”.

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