Palazzo Greppi

Description

Description

Nella frazione di Santa Vittoria si trova questo grande complesso edificato tra il 1770 e il 1775 (il giardino e le costruzioni annesse vennero ultimati nel 1783) dalla famiglia dei Conti Greppi di Milano, i quali avevano ricevuto dagli Estensi in questa zona una tenuta agricola di notevoli dimensioni, che organizzarono e resero efficiente e produttiva. Risulta evidente la posizione centrale che il Palazzo occupa rispetto all’abitato: la sua edificazione e la sua mole hanno condizionato la nascita e poi la conformazione dell’intera frazione di S.Vittoria, negandole la possibilità di una piazza ed affermando una situazione di “possesso” signorile. Nel momento di maggior sviluppo dell’azienda il palazzo assunse la funzione di casa dei salariati e di luogo di ammasso e di lavorazione di determinati prodotti, funzioni divise dalla presenza, al centro, dell’abitazione padronale e del giardino privato.

La costruzione della fabbrica, frutto di diversi e a volte disomogenei interventi attuati in un decennio, fu sempre improntata ad un principio strettamente economico (motto del Greppi fu: “bello che nulla costa”): progettista del disegno originario fu Marliani, dilettante di architettura ma esperto di risaie. Il progetto, in seguito a pesanti critiche, fu poi preso in mano dal Piermarini, dal Tarabusi e dal Bolognini. L’inserimento dei frontoni, tardivo, rappresenta il nuovo status del proprietario, conte dal 1778. Costruito da tre corpi principali il modello architettonico rammenta, all’apparenza, quello delle grandi ville venete; ma l’originalità di Palazzo Greppi è costituita dall’accostamento delle funzioni produttive legate alla campagna con le caratteristiche della residenza signorile, il che lo avvicina al modello delle corti chiuse delle cascine lombarde e piemontesi. La facciata situata di fronte alla Chiesa Parrocchiale si è resa ancor più severa dopo la demolizione (1832) dello scalone esterno e della terrazza pensile e la perdita del colore rosso e delle decorazioni. La distruzione del giardino all’italiana (opera del bolognese Pagani) é invece avvenuta nel XX° secolo. Del giardino parte importante era l’Aranciaia, fonte di entrate per il Greppi, che ne vendeva i frutti. Dal cortile interno si possono distinguere tre parti ben definite dell’edificio: il corpo centrale, con gli appartamenti nobili, sale di rappresentanza ed un magnifico con un gioco di sporgenze costituite dalla balconata in ferro battuto e decorazioni dei primi dell’800, ripulite e restaurate. L’ala di ponente ha un doppio loggiato sul quale si aprono ampie stanze utilizzate forse come deposito delle scorte agricole; l’ala di levante ha un loggiato come quella di ponente; i restanti locali erano adibiti a cantine, depositi ed alloggi per il fattore ed i familiari. Le decorazioni dell’interno vennero in gran parte eseguite da Giovanni Morini e soprattutto dal gualtierese Giovanni Sogliani, che abbellì il salone Greppi, da considerarsi come precoce esempio reggiano di decorazione neoclassica. Nel salone si conserva un camino in marmo, del Bolognini, sul quale era collocato probabilmente uno specchio. Da segnalarsi la presenza di porte ed infissi originari, e la scala d’accesso al salone. Nel 1974 l’Amministrazione Comunale acquistò Palazzo Greppi e recuperò l’edificio, che ormai era in stato di abbandono.

Santa Vittoria, Palazzo Greppi e la Cooperativa

Lungo l’itinerario che porta dall’impianto idrovoro di Torrione fino alle casse di espansione di Novellara, costeggiando sulla destra l’argine sinistro del torrente Crostolo, ad appena 5 chilometri da Piazza Bentivoglio, si entra a Santa Vittoria, piccola frazione di Gualtieri, area bonificata già ai tempi della colonizzazione romana, ma rifondata in epoca bentivogliesca quando la località era conosciuta con il nome di Camporaniero. La colossale impresa bonificatoria di Cornelio Bentivoglio, che proprio in queste zone vide nel 1579 l’apertura della Grande Botte sotto il Crostolo per il passaggio delle acque del cavo Fiuma, aveva assicurato abbondanti raccolti e un incremento delle attività agricole. Consapevole delle potenzialità di queste terre per l’agricoltura, il conte, finanziere e imprenditore milanese Antonio Greppi, arrivato a Santa Vittoria nel 1769, acquistò una vasta estensione di terreni introducendo la coltura del riso e applicando nuovi sistemi di coltivazione. Nel lungo periodo di potere dei Greppi, dal 1769 al 1911, si formò un vasto latifondo, elemento abbastanza singolare nel panorama reggiano, che richiedeva la manodopera di un elevato numero di braccianti. La grande impresa capitalistica ma al contempo la precarietà delle condizioni lavorative e ambientali causate dalle numerose alluvioni che segnarono la storia ottocentesca, portarono alla nascita proprio a Santa Vittoria di un movimento cooperativistico. Costituito nel 1890 con 74 braccianti, iscritti per tutelarsi dal caporalato e dallo sfruttamento, diventò la più grande cooperativa d’Italia, rappresentando un importante momento storico, economico, politico, sociale del territorio. Le carte d’archivio, raccolte dal 1912 al 1960, ci mostrano che in questo paese sorse successivamente un’altra cooperativa che si costituì nel 1911, denominata Società Anonima Cooperativa Agricola che in breve tempo assorbì la prima.

Palazzo Greppi: lungo la Strada S.63 che da Gualtieri conduce a Santa Vittoria si incontra, sul lato destro dirimpetto la Chiesa parrocchiale dedicata alla Santa che dà il nome alla frazione, un esempio singolare di residenza nobiliare annessa a una azienda agricola di grande importanza, basata sull’allevamento del baco da seta e sulla sperimentazione di nuove colture, quali il tabacco, ma soprattutto il riso. La costruzione della chiesa nella sua forma attuale risale al 1683. Essa sorge sulle rovine della primitiva costruzione della fine del 1500 voluta prima da Cornelio, poi da Ippolito Bentivoglio per santificare una vittoria sui francesi ad opera delle milizie pontificie di papa Giulio II. Il vasto palazzo venne edificato tra il 1770 e il 1779 dal conte Antonio Greppi su progetto dell’architetto e ingegnere idraulico Lodovico Bolognini che si occupò anche del progetto di risaia sperimentale, solcata da una rete molto razionale di canali scolatori e irrigui, nei cui incroci vennero edificati numerosi ponti-canale. Il lungo fronte neoclassico di ben 145 metri, sobrio e rurale ma di grande eleganza, suddiviso in tre corpi, è dominato, al centro, dalla casa padronale, esplicito segno di potere e controllo del possessore, ai lati rispettivamente due lunghi corpi laterali che avevano la funzione di case del fattore, degli operai specializzanti, di alcuni salariati e di aree di lavoro e deposito degli attrezzi. Il Palazzo dominicale si sviluppa su 3 livelli con logge centrali coronato da una fila di finestrelle ovali e sormontato da un alto frontone con acroteri piramidali. Gli spazi della socialità erano rivolti all’interno, dove, le ali rustiche con porticati e profondi loggiati, richiamavano le corti chiuse delle settecentesche cascine piemontesi e lombarde scarsamente utilizzate in ambito reggiano o locale, da qui la particolarità della tipologia architettonica del palazzo. Sebbene l’economia dell’azienda gravitasse entro questo vasto luogo di lavoro e di dimora, l’azienda Greppi era tutt’altro che chiusa e indipendente: la volontà di un’impresa in continua espansione viene testimoniata da una serie di cascine sparse sul territorio, ciascuna con una propria attività, ma sempre strettamente legate alla proprietà del conte. Nel 1911, la cooperativa appena costituita e che gestiva il collocamento e la tutela dei lavoratori, acquistò la tenuta Greppi con mulino, caseificio e fabbricati annessi, ceduta in seguito al Comune di Gualtieri che la trasformò in un centro polifunzionale con farmacia, sala civica, alcune abitazioni, e sedi per associazioni.

  • Strada Provinciale 63, Santa Vittoria di Gualtieri (Reggio Emilia)
  • latitudine 44,5115°
  • longitudine 10,3810°
  • altitudine 24m l.d.m.

Telefono: 0522 221869  Comune – Ufficio Cultura

Come arrivare:
Il palazzo è situato in frazione di Santa Vittoria distante da Gualtieri km. 5
Per giungere a Gualtieri:
A1 (Casello Reggio Emilia km. 20) – A22 (Casello di Reggiolo/Rolo a Km.16) – SS 63 Mantova -Reggio Emilia; SS 62 per Parma -Mantova/Verona
Linea ferroviaria Parma – Sorbolo-Brescello-Viadana-Boretto-Gualtieri-Guastalla – Luzzara

Contact

Contact
  • Address
    Statale 63 - 42044 Gualtieri (RE)
  • Phone
  • Category
    Beni Culturali
  • Location
    Gualtieri, Provincia Reggio Emilia, Unione Bassa Reggiana

Location

Palazzo Greppi
Get directions

Contact

Palazzo Greppi
  • By editorestartemilia
  • Email: andrea@cabiria.net

    Your Name (required)

    Your Email (required)

    Subject

    Your Message

    Ratings

    Palazzo Greppi

    Recensioni

    0

    0 Total
    This is a sample content. you can add some notice or special comment for ratings. If you need to modify rating statements, please go to theme option and you can add or change.
    Thank you.
    Servizio
    0.0%
    Location
    0.0%
    Qualità
    0.0%
    Altro
    0.0%