Palazzo Ducale

Description

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Il palazzo ducale spicca in Corso Garibaldi per la sua facciata intonacata di un rosso acceso, che contrasta con l’arancio delle cornici in mattoni di porte e finestre.
L’edificio fu completato tra il 1568 e il 1570 da Cesare Gonzaga su disegno di Francesco Capriani detto il Volterra, ma le sue fondamenta sorgono su un precedente edificio quattrocentesco fatto erigere dai Conti Torelli.
Il momento di maggior splendore della residenza è ascrivibile alla signoria di Ferrante II (1563-1630) che, in prossimità delle proprie nozze con Vittoria Doria, volle “abbellire Guastalla, e specialmente il Palazzo”, curandone la sua decorazione in modo che risultasse splendido. Non è facile risalire alle forme originarie del fabbricato, profondamente alterato da successive manomissioni, ma è probabile che l’interno del Palazzo fosse organizzato intorno al grande cortile centrale quadrato, tutto porticato, che, verso est immetteva nel “gran giardino”, mentre gli uffici erano prospicienti la strada Gonzaga, il teatro e le “sale per la conversazione” nell’ala nord, e i fronti sud e est del cortile ospitavano gli appartamenti e gli ambienti di servizio.
Cesare Gonzaga avendo considerevoli interessi letterari, culturali ed intellettuali accolse in questo palazzo poeti e artisti come Tasso e Carracci.
Dopo la morte dell’ultimo duca, alla fine del XVIII secolo, la cittadina passa ai Borbone di Parma, poi nel 1896, è acquistato dell’industriale Flavio Mossina che apporta all’immobile quelle modifiche che lo caratterizzano ancor oggi, frazionando gli spazi, e facendo decorare le antiche sale secondo lo stile Liberty allora in voga.
Attualmente il palazzo ospita il Museo della Città.
Al piano terreno dell’edificio trovano spazio una sala multimediale e una sala polivalente per i laboratori didattici orientati in modo particolare verso l’utenza scolastica, mentre il percorso espositivo si sviluppa attraverso altre quattro sale, che corrispondono a periodi diversi della storia della città.
La prima sala museale è dedicata alle origini del territorio a partire dal IV sec. a.C. Sono esposti i reperti e una delle tombe di epoca romana ritrovati nei pressi di Pieve di Guastalla.
Le tracce si fanno più consistenti nel corso del Medioevo. Le terre guastallesi, infatti, erano solcate dalla via di Frassinoro che collegava Verona a Mantova e a questo periodo appartengono le chiese romaniche che sorgono nei pressi di Guastalla: l’oratorio di San Giorgio e la Pieve dedicata ai santi Pietro e Paolo.
La seconda sala conserva materiale relativo alla formazione dello stato e della città soffermandosi principalmente sulla signoria dei Torelli e dei Gonzaga, che presero possesso di queste terre nel 1539.
La sala raccoglie significativi documenti d’arte ascrivibili al XVI e al XVII secolo; opere d’arte come il “Ritratto di Cesare I Gonzaga” attribuito allo Scutellari del 1680 ca; la “Madonna con Bambino” di scuola ferrarese del sec. XVI; la “Madonna del catino” della bottega di Giulio Romano dell’ultimo quarto del XVI sec.; “La Pietà con San Francesco e San Bernardino” di Stefano da Carpi del 1758 e ci racconta la storia della Zecca della città, segno dell’ autonomia di cui poteva godere Guastalla.
La terza sala è dedicata al Seicento e al Settecento. Sono esposte opere e documenti sull’ultimo periodo di indipendenza del ducato di Guastalla sotto i Gonzaga con particolare riferimento al tema religioso.
Nella sala si trova l’affresco della Crocefissione, emerso durante i lavori di restauro del palazzo Fracassi, datato alla prima metà del Seicento; l’opera di Giuseppe Bazzani dedicata a Santa Caterina d’Alessandria della metà del XVIII secolo proveniente dalla Biblioteca Maldotti; l’olio su tela di Francesco Stringa in cui è rappresentato San Luca evangelista che dipinge l’immagine della Madonna con il Bambino; il “San Pietro in lacrime”, olio su tela attribuito alla bottega del Guercino del XVII sec. e gli ex-voto del Santuario della Beata Vergine della Porta.
Nella quarta sala sono esposti alcuni materiali di rilievo legati alla storia e all’arte dell’Ottocento e del Novecento, come tre dipinti di Antonio Gualdi e alcuni bozzetti e sculture di Pietro Rossi, principali artisti guastallesi del XIX sec.
Inoltre al pianterreno troviamo la sala Bolzoni, in cui si possono ammirare scorci di una Guastalla dei primi anni ’30 del Novecento negli acquarelli di Mario Bolzoni (Parma 1913-Lecco 1974).

CURIOSITA’: nel cortile centrale furono girate alcune delle scene conclusive del film “Novecento – Atto I” di Bernardo Bertolucci del 1976.

Gli orari di visita sono
sabato: 15.00 – 18.30
domenica: 10.00-12.30 e 15.00-18.30
da martedì a sabato: su richiesta e prenotazione solo il mattino
Lunedì chiuso
Ingresso: € 3,00 intero
€ 2,00 ridotto
ragazzi fino 14 anni gratuito

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Orari

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  • Sat
    15.00 - 18.30
  • Sun
    10.00 - 12.30 / 15.00 - 18.30

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