Cimitero ebraico

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L’attuale cimitero ebraico di Correggio è il terzo in ordine di tempo ad essere stato aperto a Correggio. Al primo, sicuramente esistente almeno dal 1459, del quale si ignora l’esatta ubicazione ma certamente all’interno della cerchia muraria, ne seguì un secondo, attivo dal Seicento e situato nell’area retrostante la trecentesca Rocca Nuova (nota anche come Rocchetta). Rimasto  in uso fino al termine degli anni Cinquanta dell’Ottocento (sebbene parziali alienazioni del terreno fossero già iniziate dal 1787), l’Ortazzo degli Ebrei venne smantellato subito dopo l’Unità d’Italia e già dal giugno 1869 si parla di soppresso cimitero israelitico, ex cimitero israelitico, già cimitero israelitico. Nel 1811 l’Università israelitica costruì le nuove mura di recinzione del cimitero, da allora rimasto in uso senza soluzione di continuità.

PER SAPERNE DI PIU’

Nel 1781 un ordine emanato dal Governatore di Correggio per trasferire fuori dall’area urbana tutti i cimiteri, costrinse la Comunità ebraica a scegliere una nuova area che venne individuata in un piccolo appezzamento di terreno adiacente l’antico mulino dei da Correggio, dove peraltro pare sorgesse già una piccola area destinata alle inumazioni. Alla fine del 1808 il cimitero fu ampliato con un nuovo terreno e il 9 dicembre dello stesso anno vi fu sepolto un bambino di undici mesi della famiglia Vienna.

Oggi il campo, al quale si accede mediante un piccolo edificio, risulta esteso su circa 1.150 mq. ed ospita una settantina di tombe (la più recente è quella di Dante Finzi e risale al 1958) in due campi, divisi da un vialetto di bosso. Nelle lapidi predominano le epigrafi in caratteri ebraici fino al 1873/1874, mentre nei decenni seguenti le iscrizioni sono in italiano. La prima epigrafe bilingue risale agli anni 1834/1835. Rimane chiuso il sabato (da mezz’ora prima del tramonto del sole del venerdì ad un’ora dopo il tramonto del sole il sabato) e durante le festività ebraiche.

Poco meno di un’ottantina di lapidi per ripercorrere alcuni decenni di storia cittadina tra la seconda metà dell’Ottocento e il primo Novecento. Questa, in un’arida sintesi numerica, potrebbe essere la descrizione del ‘nuovo’ cimitero ebraico di Correggio, dove si è concluso un complesso intervento di restauro che l’Amministrazione Comunale ha voluto realizzare in tempi assai contenuti – due anni, dalla definizione del progetto al completamento dei lavori – e che ha visto impegnate, in due distinti stralci consecutivi, le ditte Dina Tacconi di Modena e C.R.C. di Bologna. Al di là di freddi dati numerici e cronologici, il recupero dell’area cimiteriale ha costituito un momento di primaria importanza nella ‘costruzione’ di un percorso storico che trova espressione nel progetto di ‘museo globale’ al quale l’Amministrazione Comunale sta dedicando, dalla riapertura del Museo Civico (giugno 1999) non poche risorse ed energie.

Il cimitero ebraico quale lo vediamo oggi venne costruito nella seconda metà dell’Ottocento allorché il primo e più antico luogo di sepoltura risultò non più utilizzabile, sia per il progressivo esaurimento dello spazio, sia, soprattutto, per la sua ubicazione all’interno della cinta muraria cinquecentesca, poco discosto dalla Rocchetta, in netto contrasto con le vigenti normative igienico-sanitarie.

Costretti ad abbandonare l’antico cimitero e a lasciarvi i resti degli inumati – non è infatti consentito, tranne eccezioni rarissime, l’esumazione dei cadaveri, – i maggiorenti della comunità ebraica correggese, ottennero di poterne edificare uno nuovo vicinissimo al settecentesco cimitero cristiano della Madonna della Rosa. La connotazione funzionale di quell’area è stata conservata fino agli ultimi quattro decenni del Novecento, quando venne smantellato il cimitero cristiano mentre quello ebraico non era più utilizzato da tempo. Vi rimanevano però le decine di lapidi, in cui ricorrono i cognomi tipici delle famiglie della comunità (Finzi, Sinigaglia, Resignani, Ravà, Forti, Padovani, eccetera).

L’operazione di recupero segna l’inizio di un percorso di carattere storico-culturale complesso e impegnativo: in accordo con la Comunità ebraica di Modena, infatti, nella sala mortuaria verrà allestita una piccola mostra permanente sulla storia della Comunità di Correggio e dei suoi luoghi principali (Sinagoga, cimitero, ghetto), con un apposito apparato documentario e due plastici riproducenti la Sinagoga ottocentesca e il cimitero ‘moderno’.

 

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