chiesa di San Francesco

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La chiesa di San Francesco sorge a fianco dell’omonimo convento francescano ed oggi sede dello storico Liceo R.Corso. La radicata tradizione storica locale vuole che un primo convento francescano sorgesse a Correggio già nel 1322. Dal 1443, poi, le fonti notarili documentano lavori alla chiesa, al dormitorio e agli altri edifici del complesso monastico. Nel 1463 a causa delle precarie condizioni Manfredo II da Correggio e la moglie Agnese Pio, in concorso con la Comunità correggese, intrapresero i lavori di ricostruzione. Nella chiesa si trovavano due opere di Antonio Allegri detto Il Correggio (Madonna di San Francesco, Riposo durante la fuga in Egitto) che li fu sepolto nel 1534 assieme alla famiglia da Correggio. Nel 1766 l’architetto correggese Francesco Cipriano Forti presentò un progetto per il rifacimento del convento. Nel 1846 Francesco Forti, nipote di Francesco Cipriano, presentò un nuovo progetto per la sistemazione dell’ultima ala del Convento. Nel 1926 nuovi interventi di restauro vennero eseguiti che diedero  alla chiesa l’aspetto visibile fino ai recenti interventi.

PER SAPERNE DI PIU’

Dal 1443, poi, le fonti notarili documentano lavori alla chiesa, al dormitorio e agli altri edifici del complesso monastico. Nel 1463 San Francesco viene definita prostrata in terram per sottolineare le sue precarie condizioni che indussero Manfredo II da Correggio e la moglie Agnese Pio, in concorso con la Comunità correggese, ad intraprendere i lavori di ricostruzione durati almeno fino al 1490.

Gli interventi edilizi e i lavori di abbellimento dell’intero complesso (chiesa e convento) continuarono per tutto il Seicento e il Settecento, nonostante gravi problemi economici, fino a che nel 1766 l’architetto correggese Francesco Cipriano Forti presentò un progetto per il completo rifacimento del convento.

Progetto parzialmente realizzato con la costruzione di tre ali nuove nel trentennio successivo e completato. Solo nel 1846 Francesco Forti, nipote di Francesco Cipriano, presentò un nuovo progetto per la sistemazione dell’ultima ala del Convento.

Nel 1926 nuovi interventi di restauro vennero eseguiti sotto la direzione di Enrico Bertolini, dando alla chiesa l’aspetto visibile fino ai recenti interventi.

Il 15 ottobre 1996 una forte scossa di terremoto ferisce gravemente le strutture della Chiesa di San Francesco, già dal 1986 oggetto di localizzati interventi di consolidamento e restauro.

In particolare viene compromessa la staticità degli archi acuti trasversali delle navate centrale e laterali e le volte in mattoni, con parziali crolli delle nervature, cedimenti differenziati e lesioni anche di notevole entità degli elementi portanti. Nelle cappelle laterali e nel corpo tra la chiesa e la torre campanaria si formano quadri lesionativi diffusi ma meno gravi nelle strutture verticali ed orizzontali. Inoltre la cuspide del campanile subisce una lesione diagonale di taglio, scorrimento con componenti di torsione.

L’immediato intervento di somma urgenza permetteva la messa in sicurezza della struttura portante delle navate con l’esecuzione di un complesso castello di tubi e giunti a sostenere archi e volte e la riparazione definitiva della cuspide della torre del campanile.

CURIOSITA’

Il Correggio ricevette la commissione per la “Madonna di San Francesco”nel 1514 dal priore dei francescani, in seguito al lascito di Quirino Zuccardi. Scelse di rappresentare la Madonna con il Bambino in trono, fra i Santi Antonio da Padova, Francesco, Caterina d’Alessandria e Giovanni Battista. La pala, terminata nella primavera del 1515, rimase sull’altare maggiore della chiesa fino al 1663, quando il duca Francesco I d’Este se ne impossessò facendola sottrarre nottetempo. Ora l’opera si trova alla Gemaldegalerie di Dresda.  

Il “Riposo durante la fuga in Egitto, con San Francesco” fu eseguito da Antonio Allegri presumibilmente intorno al 1520, su commissione del correggese Francesco Munari. Il soggetto del quadro è assai originale ed è tratto dai vangeli apocrifi: ritrae la sosta nel deserto della Sacra Famiglia, nel momento in cui San Giuseppe porge al bambino alcuni datteri colti da una palma. Importanti ne sono i significati simbolici, compresa la singolarissima presenza del Poverello d’Assisi. Ora l’opera si trova agli Uffizi di Firenze.

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