Chiesa di Pieve Saliceto (SS. Annunziata)

Description

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L’edificio originario, posto più ad occidente, subì frequenti piene del Po, che ne compromisero gravemente la stabilità. Ne venne costruito uno nuovo fra il 1653 e il 1670.
La facciata, suddivisa orizzontalmente da un cornicione, è a due ordini sovrapposti: dorico e ionico, ed è raccordata da due semplici volute ai lati. E’ completata alla sommità da un timpano che racchiude un orologio (inserito nel 1914) su cui poggiano tre acroteri a forma piramidale. Il campanile, in stile romanico, è alto 29 metri.
L’interno della chiesa è ad una navata con sei cappelle laterali. La volta è stata interamente restaurata tra il 1914 e il 1915, come gran parte del tempio. Le decorazioni in tempera a secco che la ricoprono, allungandosi in parte anche nelle volte delle cappelle non decorate risalgono a questi interventi. Da notarsi gli stucchi secenteschi del Ferraboschi, soprattutto quelli del portale e dell’ancona dell’altare della Beata Vergine delle Grazie, e gli stalli in noce del coro (1677). Il fonte battesimale in marmo rosso (1670) è in realtà un’acquasantiera e, probabilmente fino alla fine del XIX secolo, il battesimo si amministrò qui per immersione in una vasca oggi scomparsa. Pregevoli anche l’elegante cantoria lignea nella parte superiore della controfacciata (1879) e l’organo ottocentesco di 700 canne. La chiesa era posta in mezzo al cimitero, ora situato solo nella parte retrostante, all’interno di mura, abbattute il secolo scorso e sostituite dalle attuali colonnette in marmo provenienti dalla piazza di Gualtieri.
Addossata all’argine sinistro del torrente Crostolo sorge una vecchia casa coeva alle botti fatte costruire da Cornelio Bentivoglio per la Bonificazione dei territori della bassa, che sono tutt’ora in funzione.

PER SAPERNE DI PIU’

Questa frazione di Gualtieri prende il nome dalla presenza di un’antica chiesa plebana esistente già nel sec. IV.,In epoca longobarda e carolingia divenne uno dei principali centri di diffusione del cristianesimo nella bassa reggiana, dipendendo direttamente dal vescovo di Parma. La prima notizia certa risale al 1230. L’edificio originario, posto più a nord-ovest oltre l’argine maestro, subì frequenti piene del Po, che ne compromisero gravemente la stabilità. Nel 1649 durante la demolizione di due pilastri di una casa colonica, si salvò miracolosamente l’immagine della Madonna col bambino dipinta in una nicchia. Fra il 1653 e il 1670, si decise di costruire una nuova chiesa in luogo più sicuro. Succedutesi vari miracoli fu elevata a santuario. La pianta è a navata unica e coperta con volta a botte, ha sei cappelle laterali ed è conclusa con un’abside quadrata. La facciata è suddivisa in due ordini sovrapposti, dorico e ionico, separati da un cornicione, raccordati da due semplici volute e completata alla sommità da un timpano che racchiude un orologio (inserito nel 1914) su cui poggiano tre guglie piramidali. Al centro del secondo ordine, una finestra a serliana, simmetrica a un’altra posta nell’abside, illumina l’interno. La navata e le cappelle sono totalmente decorate da stucchi in altorilievo, bianchi e policromi, con angeli, putti, cariatidi, girali, colonne, capitelli, volute e Dio padre, eseguiti da Martino Ferraboschi tra il 1660 e il 1670 con un’unitarietà di disegno pregevole. Particolarmente importante per è l’ancòna della cappella della Beata Vergine delle Grazie. Gli stalli del coro in noce risalgono al 1677. Sono presenti opere di Marcantonio Mainardi detto il Chiaveghino, ”Crocifissione con S: Rocco e la Vergine”, del 1672 e di Girolamo Massarini “Madonna del Rosario” del 1665. Nell’abside è un grande quadro con “L’Annunciazione” del XVIII sec. in stile barocchetto, di un pittore parmense per ora anonimo. Tra il 1914 e il 1915, la volta fu ridipinta con decorazioni in tempera a secco. Il fonte battesimale in marmo rosso (1670) in origine era un’acqua-santiera usata fino al XIX sec. In questa pieve si amministrava il battesimo per immersione in una vasca oggi scomparsa. Pregevoli anche l’elegante cantoria lignea nella parte superiore della controfacciata (1879) e l’organo (1884) edificato da Eugenio Bonazzi di Modena. La chiesa era circondata dal cimitero delimitato da mura, che furono abbattute nel XIX sec. e sostituite dalle attuali colonnette di marmo provenienti dalla piazza di Gualtieri. Il campanile, alto 29 metri e di forme molto semplici, possiede due orologi solari al fine di regolare l’orologio meccanico. 

 

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