Cattedrale di San Pietro Apollinare

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La chiesa principale di Guastalla fu edificata su progetto di Francesco Capriani, detto il Volterra, a cui era stato assegnato il riassetto urbanistico della città su invito del duca Cesare Gonzaga nel 1564. La costruzione iniziò nel 1569 e al suo completamento nel 1575 il cardinale Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano e cognato del duca, la consacrò come nuova chiesa e ben presto acquisì i diritti dell’antica pieve medievale posta nelle vicinanze, ma anche la dignità abbaziale secolare, di colleggiata e parrocchia (1585).
La chiesa subì numerose modifiche nel corso dei secoli.
L’impianto interno cinquecentesco presentava una scenografia caratterizzata da una sequenza di pieni e di vuoti che conduceva prospetticamente lo sguardo verso l’altare maggiore e la facciata esterna era molto semplice e poco elaborata.
Lo stile pienamente barocco che caratterizza la cattedrale, inizia con il progetto di restauro dell’architetto A. Visconti nel periodo tra il 1653 e il 1671. Gli fu affidato il compito di abbellire con ornamenti e affreschi la cappella del Santissimo Sacramento, a cui donò un impianto a croce greca sovrastato dalla cupola centrale con tiburio sorretto da quattro colonne angolari.
L’attuale facciata baroccheggiante risale al 1716, anni in cui furono erette le due torri campanarie e presenta una suddivisione in due ordini sovrapposti da un cornicione. Nell’ordine inferiore sono poste le due statue dei santi patroni Pietro e Paolo con al centro tre arcate intervallate da lesene. In quello superiore, invece, un gruppo scultoreo raffigurante la Madonna in trono col Bambino fra due santi presenta ai due lati due finestre ad arco. In alto, nel timpano, vi è il quadrante dell’orologio.
Dopo la creazione della diocesi di Guastalla nel 1828, la chiesa fu sottoposta a lavori di ristrutturazione a cui appartengono, gli ancora visibili: altare maggiore e ancona del Crocefisso, opere dell’architetto G. B. Fattori di Gualtieri e dello scultore G. Rossi di Parma, arricchiti nel 1844 dagli altari laterali.
Su progetto di Giuseppe Rizzardi Polini di Parma la chiesa subì un ulteriore restauro nel 1841 che investì principalmente le cornici, il pavimento e le grandi finestre della cupola.
Nel 1852 A. Gualdi dipinse la pala con il Battesimo di Cristo per la prima cappella di destra dove attualmente si trova anche il fonte battesimale.
Alla fine degli anni ’70 la cattedrale è stata adeguata alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II e per il lato rivolto all’assemblea il nuovo altare riutilizza un paliotto antico in argento.
Le altre opere conservate sono: la statua in cedro della “Madonna del castello”, probabilmente collocata in origine nell’antica rocca quattrocentesca; la “Madonna col Bambino”, olio su tela di G.B. Crespi detto Il Cerano del 1620 ca., il “San Giuseppe con Gesù Bambino” statua in legno policromo di Gerolamo Degiovanni della fine del XVII sec., il “San Francesco riceve le Stimmate” olio su tela di Ludivico Ceroli detto Cigoli della fine del XVI sec. e la statua in legno policromo della “Madonna del Rosario” del 1655 ca.. Tra gli stalli del coro è ancora visibile lo stemma dei Gonzaga di Guastalla.

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