Basilica dei Santi Michele e Quirino

Description

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La devozione dei correggesi per il culto di San Quirino, patrono della città, è molto antica, la Basilica è stata costruita sull’area del vecchio fossato fra il 1516 e il 1587. La facciata, realizzata alla fine del XVIII secolo, ha assunto l’attuale aspetto circa trent’anni fa su progetto di Carmela Adani. L’interno, di notevole interesse architettonico, è a tre navate con dodici Cappelle laterali e tre a capo delle navi. Il presbiterio è rialzato per far posto ad un’ampia cripta sottostante, restaurata dalla stessa Adani. L’arredo è notevole, sia per le opere d’arte che per gli altari, i paramenti e le decorazioni. Si può ammirare una tela di Domenico Fetti, dipinti, affreschi e sculture di artisti locali (Girolamo Donnini, luigi Asioli, Emilio Meulli, Enrico Bertolini, Carmela Adani). Ancone lignee policrome, ricchi stucchi, paliotti in scagliola policroma, lavori in terracotta, ceroplastica e cartapesta completano l’arredo della Basilica. La Sagrestia possiede mobilio antico e, soprattutto, un prezioso tesoro in cui spicca in particolare un Cofanetto eburneo realizzato dalla bottega degli Embriachi (sec. XV in deposito al Museo Civico di Correggio). Il cofanetto ligneo è dotato di coperchio decorato da intarsi in osso e con tre lati ornati da una serie di pilastrini figurati sempre in osso.

PER SAPERNE DI PIU’

Fondata tra la fine del IX e gli inizi del X secolo, l’antica chiesa dei santi Michele e Quirino si trova citata nei documenti d’archivio la prima volta nel 1009, mentre nel 1039 è descritta ubicata infra castro Corigia.

Dietro istanza del conte Giberto X da Correggio il 1º novembre 1508il cardinale Francesco Alidosi, legato apostolico, istituì con propria bolla la Collegiata di San Quirino. L’accresciuto potere del clero correggese impose la costruzione di una nuova chiesa, consona allo status raggiunto: il 31 marzo 1512, i da Correggio donano ai canonici di San Quirino l’area delle fosse trecentesche adiacente all’antico rivellino, già riadattato a Torre civica, denominata Ortazzo. Nei successivi mesi iniziarono i lavori per l’edificazione della nuova basilica completati, nelle parti strutturali, dodici anni dopo. Il 5 ottobre1525 , alla presenza dei canonici e di tutto il popolo, il vescovo consacrava il nuovo tempio dedicato a san Quirino.

In occasione della visita del cardinale Marcello Cervini nel 1543 la prevostura di Correggio risultava formata da dieci canonici (compresi il prevosto e l’arciprete), otto mansionari e sei presbiteri non curati. Alla collegiata erano unite otto rettorie: Annunciazione di Mandriolo, San Salvatore di Mandrio, San Biagio, San Giorgio di Rio Saliceto, San Martino di Correggio, San Donino di Fazzano, San Giovanni Battista di Canolo e Santi Gervasio e Protasio di Campagnola. Anche la chiesa di Santa Maria Assunta di Fabbrico dipendeva dai canonici di San Quirino.

I lavori interni alla Basilica proseguirono per oltre un cinquantennio e solamente nel 1587 poterono dirsi ultimati. Similmente al Palazzo dei Principi, anche la Basilica di San Quirino risente degli influssi rossettiani, sia nell’impianto basilicale, sia nelle soluzioni di copertura a calotta sferica adottate sulle navatelle. L’edificio costituiva il completamento del lato orientale dell’antica piazza Castello (odierno corso Cavour), saldando definitivamente i due antichi nuclei cittadini di Castelvecchio e di Borgovecchio.

L’antica chiesa dei Santi Michele e Quirino, posta in corrispondenza dell’odierna via del Principato, fu in parte ridimensionata e officiata prima dalla confraternita di San Sebastiano poi, sotto il titolo di Sant’Antonio, dalle monache del Corpus Domini trasferite in un’ala del Palazzo Comitale.

CURIOSITA’

Sotto il piano presbiterale si sviluppa la cripta, ampliata nell’Ottocento e rivestita in marmo negli anni1940-44. L’altare, che racchiude l’urna con le reliquie di San Quirino e degli altri santi protettori, ha alle spalle un trittico in marmo su fondo a tessere dorate rappresentante San Quirino e i santi Michele, Raffaele e Tobiolo, tutte opere di Carmela Adani (1899-1965). In fondo alla parete sinistra, è murata una lapide che ricorda la ricognizione, sulle reliquie dei patroni, compiuta nel 1186 dal vescovo reggiano Albricone.

Entrando dalla porta sinistra della cappella del Sacramento si accede alla sede della Venerabile Arciconfraternita del Santissimo Sacramento. Questo antichissimo sodalizio fu istituito da Papa Paolo III nel 1539 e da secoli aggrega i fedeli correggesi particolarmente devoti al culto eucaristico e legati alle tradizioni cittadine. Il primo locale che si incontra è l’Oratorio della Mater Amabilis. A pianta rettangolare, il vano si presenta armonioso nelle forme neoclassiche. Sulla parte di fondo, in una nicchia, Presepe in terracotta bolognese della fine del Settecento. Sulla sinistra, racchiusa in una teca a muro, è conservata la statua della Madonna della Misericordia attribuita a Desiderio da Settignano, della metà del XV secolo, proveniente dall’omonima chiesa. Alle pareti laterali due tele con scene religiose e di genere: Cena di Emmaus e Cena in Betania di scuola di Leandro Bassano (1557 – 1662). L’ancona dell’altare è neoclassica e custodisce al centro l’immagine della Mater Amabilis, olio su tela, dipinta dal correggese Giovanni Giaroli (1789 – 1869); il sottostante altare in marmo, eseguito nel 1959, è opera di Carmela Adani.

Particolarmente ricco di preziosi arredi e suppellettili liturgiche che abbracciano oltre cinque secoli, il Tesoro di San Quirino è fra i più importanti della regione.

Il tesoro custodisce il celebre Cofanetto eburneo con figure intagliate, narranti la storia di Susanna e i Vecchioni, tratta dal libro del profeta Daniele, pregevole lavoro della bottega degli Embriachi di Venezia. Il cofanetto fu donato dalla contessa Bianca Rangone alla chiesa di San Quirino nel 1467 e fu impiegato per secoli come sepolcro il venerdì santo o per la custodia delle reliquie.

Numerosi reliquiari tra i quali il braccio di san Quirino, in forma di mano benedicente realizzato, prima del1480 da orafi reggiani; reliquiario a forma di ostensorio contenente la mascella di san Quirino, donato dal principe Siro da Correggio (circa terzo decennio del Seicento). Serie di quattro reliquiari a cilindretto degli inizi del XVI secolo: il più antico, dato 1509, contiene le reliquie di san Martino di Tours, san Ermete e di altri santi. Di pregevole fattura è il settecentesco ostensorio contenente la reliquia di san Luigi Gonzaga, riportante le armi della Comunità, della Collegiata e del donatore. Il tesoro custodisce anche molti calici, pissidi, ostensori e turiboli: da menzionare il calice del cardinale Girolamo Bernieri di manifattura romana in argento cesellato della seconda metà del Cinquecento, la croce astile capitolare, bifacciale, con san Quirino, evangelisti e dottori della Chiesa eseguita, nel 1612, per conto della Collegiata dall’orafo e architetto correggese Gian Maria Piamontesi (1576 – 1632?).

Dei secoli XVIII e XIX sono pissidi, calici e ostensori, fra i quali un ostensorio a raggiera in raffinato stile rococò con angeli a rilievo e grappoli d’uva realizzate con perle e granate. Della metà del Novecento sono una pisside, un calice e un grande ostensorio, realizzati in oro, argento e pietre preziose su disegno di Carmela Adani (1898 – 1965). Notevole anche la raccolta di paramenti e stoffe liturgiche, specie del sec XVII e XVIII fra le più belle della diocesi.

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