Traiettorie 2017 - Thierry Miroglio

Nov 08 2017

Traiettorie 2017 – Thierry Miroglio

Il programma di Traiettorie 2017 si avvicina alla conclusione: dopo undici concerti a partire dal 20 settembre e una sessantina di pezzi eseguiti, le ultime due serate della ventisettesima rassegna di musica moderna e contemporanea, organizzata a Parma da Fondazione Prometeo, portano in scena due solisti con programmi del tutto particolari, il percussionista francese Thierry Miroglio e il pianista Marino Formenti.

Si comincia allora giovedì 16 novembre alle ore 20:30 nella Sala dei Concerti della Casa della Musica con un concerto in gran parte elettroacustico che vedrà protagonista Thierry Miroglio, uno dei pochissimi percussionisti a condurre attività di solista grazie a un repertorio di oltre trecentocinquanta pezzi  eseguiti in più di quaranta Paesi e nei festival più prestigiosi al mondo. Miroglio, che collabora con alcuni studi di ricerca elettroacustica di primo piano come IRCAM di Parigi, KEAMS di Seoul, EAMC di Shanghai, BEAMS di Boston, CEMC di Pechino, ha alle spalle collaborazioni di assoluto rilievo con compositori come John Cage, Luciano Berio, Kaija Saariaho, Franco Donatoni, Philippe Hersant, Gérard Grisey, Brian Ferneyhough, Ivan Fedele, è docente al Conservatorio “Darius Milhaud” di Parigi e completa la propria attività didattica con masterclass, conferenze e seminari sulle percussioni nella musica contemporanea. Ha fondato i Rencontres Internationales de Percussions e dirige le Nuits de la Fondation Maeght a Saint-Paul-de-Vence.

A Traiettorie Miroglio, affiancato dal compositore e computer music designer cileno José Miguel Fernández alla regia del suono, seguirà un percorso di pezzi che suggeriscono vari modi di sfruttare le possibilità delle percussioni in unione all’elettronica, sia per mistificarne la natura ritmica, sia per esaltarne le sue potenzialità di suggestione visiva. Avremo così due prime italiane: «Trois Rivières: Delta» (2001) della finlandese Kaija Saariaho), e «Stèle» (1996-98), penultima creazione di Gérard Grisey, qui in versione per un solo percussionista ed elettronica; a fianco, un pezzo pressoché coevo a quello di Grisey, «Le Grand Jeu» di Bruno Mantovani per percussioni, elettronica e video (1999), il recentissimo (2016) «Homotopy» di Fernández e «Thunder» (1993) di uno dei maggiori compositori europei viventi, l’ungherese Peter Eötvös, un vero e proprio studio sui suoni profondi dei timpani. Il programma si completa con due prime esecuzioni assolute: una commissione di Traiettorie per percussioni ed elettronica di Lara Morciano e «D’Acier» di Paolo Longo, unico pezzo acustico della serata assieme a quello di Eötvös.