Traiettorie 2017 - I talenti del Conservatorio di Parma

Ott 31 2017

Traiettorie 2017 – I talenti del Conservatorio di Parma

Ospitando mercoledì 8 novembre alle ore 20:30 un concerto di interpreti formatisi al Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, la rassegna di musica moderna e contemporanea Traiettorie mette in pratica, in un contesto di assoluto prestigio, un esempio di quelle sinergie fra realtà musicali cittadine tanto spesso auspicate per la valorizzazione delle forze giovani disponibili a livello locale. Si tratta di una collaborazione che non solo conferma gli ottimi rapporti fra la rassegna e l’istituto musicale, ma ribadisce anche da un lato la volontà di Traiettorie nell’incoraggiamento dei giovani interpreti e compositori, già avviata da alcuni anni con concerti di allievi di conservatori europei e con commissioni di nuovi pezzi, e dall’altro la qualità e la versatilità degli interpreti diplomati al Conservatorio.

Nella Sala dei Concerti della Casa della Musica di Parma si presenteranno perciò quattro solisti strumentali – Tommaso Binini (flauto), Darta Tisenkopfa (arpa), Giulia Arnaboldi (viola) e Giuseppe Prete (chitarra) – con la voce del soprano Tania Bussi, in un programma che affianca quattro pezzi contemporanei a tre lavori di prestigiosi compositori del primo quarto del Novecento. Né però si deve pensare a un modernismo sfrenato nei brani contemporanei: «Flatus vocis» (1999) per flauto di Tiziano Manca è più un lavoro di ricerca timbrica nello spazio, i nove brani tratti dall’enorme ciclo di miniature per viola sola «Jelek, játékok és üzenetek» (1961-2005) di György Kurtág sono gioielli espressivi più che ricerche linguistiche, e gli altri due brani appartengono a compositori legati a vocabolari eclettici come il finlandese Einojuhani Rautavaara (Sonata per flauto e chitarra) e Benjamin Britten (quattro brani selezionati da «Eight Folk Song Arrangements» per soprano e arpa), che qui si limita non tanto a un lavoro di creazione bensì di gusto. Con queste ultime dialogano i due brani per voce e pianoforte di Ravel e Stravinskij: le «Cinq Mélodies populaires Grecques» (1904-1906) e le «Four russian songs» (1919, ma rielaborate nel 1954 per soprano, flauto, arpa e chitarra), per l’evidente operazione di avocazione al linguaggio moderno di contenuti poetici che affondano nelle tradizioni popolari. Non è isolato neppure il brano che chiude la serata, cioè la Sonata per flauto, viola e arpa di Claude Debussy, ultimo lavoro del compositore francese e chiaro gesto d’avanguardismo.