Traiettorie 2017 - Ensemble Musikfabrik

Ott 20 2017

Traiettorie 2017 – Ensemble Musikfabrik

È tutto dedicato alla linea del modernismo musicale degli ultimi quarant’anni l’ottavo concerto della rassegna di musica moderna e contemporanea Traiettorie, organizzata da Fondazione Prometeo e giunta alla sua ventisettesima edizione. Protagonista sabato 28 ottobre alle ore 20:30 nella Sala dei Concerti della Casa della Musica a Parma sarà l’Ensemble Musikfabrik, che dalla sua fondazione appena ventisette anni fa si è già ritagliato un posto di rilievo fra i maggiori gruppi di musica contemporanea. Dopo aver trasferito la propria sede a Colonia nel 2003 Musikfabrik, già dedito al lavoro in commistione con video, elettronica, danza, letteratura, ha avviato una serie di concerti intitolati «Musikfabrik in WDR», quattro all’anno, divenuti un appuntamento fisso della platea contemporanea in Germania e occasione per numerose prime esecuzioni di brani commissionati dall’ensemble.

Musikfabrik si presenterà a Traiettorie in quintetto (Helen Bledsoe flauto, Carl Rosman clarinetto, Hannah Weirich violino, Dirk Wietheger violoncello, Benjamin Kobler pianoforte, Ulrich Löffler, pianoforte) declinato in varie combinazioni su sei brani di autori che hanno decisamente preso posizione nell’ambito di un fare musica che guardi, più che a schemi di costruzione esterni come accadeva nel serialismo che ha dominato la cultura europea del primo dopoguerra, alle necessità interne dell’espressione e a un dosaggio consapevole delle risorse emotive. Si ascolteranno quindi due pezzi di compositori tedeschi come «oréade» (2009) per violino e pianoforte di Johannes Schöllhorn, che si pone, con maggior gusto descrittivo ed edonistico, sulla stessa linea di «Chiffre IV» (1983-1984) per clarinetto basso, violoncello e pianoforte di un mostro sacro come Wolfgang Rihm, ma anche brani che mostrano l’adesione a questa linea da parte di musicisti di diversa impronta culturale. Avremo così due inglesi («The under-side of green» di Rebecca Saunders per clarinetto, violino e pianoforte, del 1994, e «Run Before Lightning» per flauto e pianoforte, del 2004, di un altro mostro sacro, Jonathan Harvey) entrambi, seppur in modo differente, legati a un’idea di musica che si costruisce in modo serrato nel suo farsi, il sensualissimo «Paramirabo» (1978) del canadese Claude Vivier, così ricco di allusioni timbriche ed esotiche; infine «Trio» per clarinetto, violoncello e pianoforte, una delle non frequenti creazioni cameristiche di Georges Aperghis, compositore votato soprattutto al teatro e alle performance multimediali.