GEORGICA” V EDIZIONE Guastalla (RE) Lido Po

Apr 14 2017

GEORGICA” V EDIZIONE Guastalla (RE) Lido Po

A Pasqua “Georgica” V edizione
Festa della terra, delle acque e del lavoro nei campi
Mostra mercato di varietà tradizionali di frutti, fiori, ortaggi e sementi
Mostra mercato di prodotti eno-gastronomici biologici tipici e dimenticati
Attività per bambini e famiglie

ENOGASTRONOMIA – La forte tipicità gastronomica è uno dei motivi che spingono alla scoperta del territorio di Guastalla. A Georgica c’è una panoramica delle specialità agroalimentari reggiane come il lambrusco, il nocino, l’aceto balsamico di Reggio Emilia, il miele del Po, il Parmigiano Reggiano, il Parmigiano Reggiano delle vacche rosse, un formaggio speciale che nasce solo dal latte delle bovine dal mantello rosso di razza reggiana, salvata dall’estinzione da un gruppo di allevatori illuminati a partire dagli anni Ottanta. Ma ci sono prodotti gastronomici biologici, preparati con farine antiche come il grano del miracolo, e tipici: sardi, piemontesi, trentini, senesi, altoatesini. Inoltre è possibile assistere alla preparazione con il Forno Borlenghi di Colorno (PR) del pane degli Esseni o pane cotto al sole.

Georgica è anche una festa della cucina del Po, meritevole di essere conosciuta ed apprezzata. Sono destinati ai buongustai i menù che spaziano dalla tradizione della terra a quella del fiume proposti nei punti ristoro.

Ma a Guastalla con Elena Zanni, chef, presidente dell’Associazione Aia Antica, si dà spazio anche alle tecniche di preparazione della pasta fresca all’uovo (sabato 15 aprile dalle ore 16.00 alle 17.30 Ristorante Pro loco) e alla cucina con le erbe spontanee in piatti tradizionali e moderni (domenica 16 aprile dalle ore 16.00 alle 17.30 – Ristorante Pro Loco).

IL PALIO DELLA LUISONA PER CAKE DESIGNERS – In Italia, da un paio di anni, spopola questa nuova disciplina, nata in Inghilterra, il cui obiettivo è quello di trasformare semplici torte in vere e proprie opere d’arte commestibili. A Georgica si tiene la prima edizione del “Palio della Luisona”, promosso da LUISA, Libera Università Italiana di Scienze Anomale, e ispirato alla famosa pasta “La Luisona” , protagonista dell’omonimo capitolo del romanzo “Bar Sport” di Stefano Benni. Si tratta di una competizione tra architetti, geometri ed ingegneri aspiranti cake designers in cui conterà la creatività e la gola che avrà il suo apice con la premiazione di domenica 16 aprile alle ore 17 nello stand dell’architetto Zanichelli. Qui da sabato 15 aprile sono accolte sculture, monumenti in scala, edifici; opere accumunate tutte dall’essere morbide, minuziose e soprattutto commestibili. I creatori di queste torte perfette, sono professionisti dell’edilizia che, abbandonando per un attimo il calcestruzzo, si trasformano in architetti e pasticceri del marzapane, promotori di un nuovo stile dolciario e di un interessante mestiere, il cake architect

PRESENTAZIONI, CONCERTI, CONVERSAZIONI – A rendere più articolato il programma della manifestazione una serie di conversazioni come (sabato 15 aprile, ore 15.30 Teatro del Fieno) La tavola di Dio con Gino Ruozzi, dedicata al pasto di Gesù e degli Apostoli nell’ultima cena, In difesa dei dialetti reggiani (lunedì 17 aprile ore 10.30 Teatro del Fieno) con Giuliano Bagnoli presidente del Centro Studi sul dialetto reggiano di Albinea (RE) e autore di numerose pubblicazioni e Primavera silenziosa (domenica 16 aprile alle ore 15 nel teatro del Fieno): conversazioni con Mario Franzini, Elio Lannuti, Robero Reggiani, Remo Scaravelli di Corte Bancare dedicate alla salvaguardia delle api. Arricchiscono il programma anche la presentazione di libri come Antiche barche e battelli del Po (Ed. Grandi Carte) con Loreno Confortini, coautore del volume con Marco Bonino per la ricerca storica (domenica 16 aprile ore 18.30 Teatro del Fieno) e il Racconto dal mio mulino di e con Luigi Pacchiarini, con musica e letture anche dalle Lettere dal mio mulino di Alphonse Daudet di Fiorello Tagliavini ( lunedì 17 alle ore 16.30 Teatro del Fieno).

Spazio è riservato anche alla poesia georgica con l’incontro (sabato 15 aprile, ore 12.00 Teatro del Fieno) Un pir ann’ha mai fat un pom che vede gli interventi di Giuseppe Baricchi, Chiara Barigazzi, Denis Ferretti, Enza Istelli.

Non mancano la danza e lo yoga, oltre ai concerti come quello della Filarmonica “Giuseppe Bonafini” (sabato 15 aprile, ore 16) e del Coro delle Mondine di Novi (lunedì 17 aprile dalle ore 12 e alle ore 15 Teatro del Fieno). Un gruppo musicale unico al mondo, costituito in parte da ‘vere mondariso’, la cui età si avvicina ed in alcuni casi supera gli 80 e da donne, figlie e nipoti di mondine che si impegnano affinché la memoria non vada perduta: non c’è più il lavoro in risaia, ma c’è un ricordo da mantenere vivo, una storia da tramandare quella delle lotte per la conquista di diritti fondamentali a difesa dei lavoratori, delle donne e dei più deboli, ma anche il vissuto in risaia, le lotte partigiane, la miseria ed il dolore dei primi del ’900.

DISCO EMILIA, VIAGGIO NELLA TERRA DELLE DISCOTECHE – “Una grande città della notte”, così a metà degli anni ’80 Pier Vittorio Tondelli parlava della Via Emilia, “con le grandi discoteche come il Marabù di Villa Cella o il Bob Club di Modena innalzate nella campagna come sontuose cattedrali del divertimento, templi postmoderni di una gioventù ricca, attiva, disinibita…” L’ incontro di sabato 15 aprile alle ore 18 nel Teatro del Fieno con Lorenzo Immovilli, Stefania Carretti, Elisa Savignano dello Spazio Gerra di Reggio Emilia e Alfredo Miti si propone di raccontare – come è stato fatto nella mostra presente nel circuito istituzionale di Fotografia Europea 2016 e nel libro omonimo “Disco Emilia”, edito da Aliberti – una naturale attitudine emiliana allo “stare insieme” e al gioire attraverso il ritmo della musica: dalle aie dei cortili contadini, alle feste dell’Unità, dall’esplosione dei fenomeni Disco alla nascita dei club di tendenza, una vera epopea del costume in cui musica, immagine, moda, tecnologia e spettacolo si sono mescolati freneticamente. Un periodo che dai primi anni ’70 alla fine degli ’80 ha caratterizzato l’Emilia-Romagna generando un vero e proprio distretto produttivo e coinvolgendo gran parte della popolazione; da chi viveva questa esperienza da frequentatore, a tutti coloro che a diverso titolo professionale avevano un ruolo attivo nell’animare la scena notturna. Si venne a costituire una vera e propria scuola dei disc jockey emiliani molti dei quali tutt’ora in attività, che in maniera pionieristica hanno aperto e spianato la strada all’attuale figura del dj.

IL RADUNO DEI PAPILLON – Un consolidato appuntamento è inoltre (domenica 16 aprile, ore 17 Spazio Zapa – Tabarro Padano) il Raduno degli amanti dei Papillon realizzato in collaborazione con Claudio Zannini. Un appuntamento fuori dal tempo per preservare l’uso della cravatta a farfalla. Molto apprezzato dai cosidetti nuovi “dandy” “, il papillon dona un’immagine originale ed audace della persona che lo porta. Quando portare la cravatta e quando invece indossare il papillon? La questione è ancora aperta.

UN SALTO NEL PASSATO CON IL MERCATINO DEL VINTAGE – Completa il programma il mercato del vintage, a cura di Armando Nocco, originale mercatino dell’antiquariato e del collezionismo, riservato ai curiosi e ai cultori di cose del passato: dalle porcellane agli attrezzi agricoli, dagli arredi e oggetti di design agli strumenti musicali, dalle porcellane ai quadri d’autore agli strumenti musicali.